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ITS Academy e Riforma “4+2”: l’obiettivo è 100mila iscritti
- 13/05/2026
- Pubblicato da: admin
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La riforma della filiera tecnologico-professionale si conferma il fulcro della strategia del Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Durante l’ultimo question time alla Camera, il Ministro ha tracciato un bilancio positivo del modello “4+2” (quattro anni di istituto tecnico/professionale più due di ITS), fissando un obiettivo ambizioso: 100.000 iscritti entro i prossimi cinque anni.
I numeri della crescita
Il settore terziario professionalizzante sta vivendo un’espansione strutturale senza precedenti:
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Iscritti totali: Passati dagli 11.000 del 2020 agli oltre 40.000 attuali.
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Nuove iscrizioni: Trend in costante ascesa, con oltre 21.000 nuovi ingressi previsti per l’anno scolastico 2025/26.
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Focus Mezzogiorno: Calabria e Campania registrano un vero e proprio “boom”, segnale di un cambio di passo culturale anche nel Sud Italia.
Investimenti e Occupabilità
Grazie ai fondi del PNRR, sono stati attivati oltre 1.400 percorsi formativi e realizzati più di 1.600 laboratori. Il Ministero ha inoltre stanziato 35 milioni di euro extra per lo sviluppo dei campus formativi integrati tra scuole, università e imprese.
I dati sull’efficacia del modello parlano chiaro:
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Occupazione: Oltre l’80% dei diplomati trova lavoro subito dopo il titolo.
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Docenza: Il 72% degli insegnanti proviene direttamente dal mondo aziendale, garantendo competenze allineate al mercato.
Una “svolta culturale” contro i pregiudizi
Valditara ha difeso con vigore la riforma dalle critiche dei sindacati e delle opposizioni, che temono una subordinazione della scuola alle imprese. Definendo il legame scuola-azienda una “svolta culturale non più rinviabile”, il Ministro ha respinto le accuse di sfruttamento:
“Pensare che il 4+2 serva a far sfruttare gli studenti è quanto di più lontano dalla realtà; si tratta invece di offrire un percorso orientativo e professionalizzante di alto valore.”
Per garantire la sostenibilità del sistema, la Legge di Bilancio ha previsto nuovi stanziamenti, integrati da fondi regionali e dalla possibilità per gli ITS di “monetizzare” l’uso dei propri laboratori d’avanguardia anche oltre l’orario didattico.